Gli Agenti Sportivi: dagli inizi della professione alla regolamentazione

C'è chi li odia, c'è chi li ama, sicuramente sono imprescindibili ai fini della tutela dei diritti degli atleti. Una nuova regolamentazione sta dando una diversa e più definita immagine ridando valore alla categoria che negli ultimi anni era andato perso.

E’ lapalissiano affermare che l’Agente Sportivo (già Agente FIFA, già Intermediario, alias procuratore sportivo) ha un ruolo importante nel calcio moderno.

Ma andiamo con ordine.

Gli inizi

Probabilmente tale figura in un modo o nell’altro, direttamente o indirettamente, è sempre esistita data la precipua funzione che esso svolge che ricordiamo – per quei pochi che non lo sapessero – consiste “nel mettere in relazione due o più soggetti ai fini : i) della conclusione, della risoluzione o del rinnovo di un contratto di prestazione sportiva professionistica; ii) della conclusione di un contratto di trasferimento di una prestazione sportiva professionistica; iii) del tesseramento presso una federazione sportiva nazionale professionistica”( art.1 Regolamento CONI degli Agenti Sportivi).

Ma un evento che certamente ha dato il via alla nascita di questa figura è stato quello che ha visto coinvolto colui che ha rivoluzionato il calcio e lo ha fatto non solo nel calcio giocato ma anche in quello “rappresentato” (lasciatemi passare questa espressione).

Il calciatore di cui parlo è Johan Cruijff il quale nel 1968 all’atto del rinnovo del suo contratto, decise di non affrontare i dirigenti dell’Ajax solo ma di farsi assistere nella trattiva da colui che di lì a poco sarebbe diventato suo cognato, tale Cor Coster – importante commerciante di pietre preziose –  che di fatto stilò gran parte del contratto.

In Italia il primo c.d. procuratore sportivo è stato l’Avv. 

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